Decreto Primo Maggio 2026: CCNL e stipendi

Lo stipendio minimo si lega al contratto collettivo del settore, il codice CNEL diventa obbligatorio in busta paga e per i contratti scaduti scatta un aumento automatico.

di · Giornalista

Pubblicata il 4 min di lettura

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Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, che la stampa ha ribattezzato decreto Primo Maggio dal giorno in cui è entrato in vigore, cambia diversi aspetti del rapporto fra stipendi e contratti collettivi nazionali di lavoro. Il Parlamento lo ha convertito, con alcune modifiche, dalla legge 112 del 25 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 giugno. Qui ricostruiamo le parti che riguardano CCNL e retribuzioni, nel testo in vigore dopo la conversione. Cos'è un contratto collettivo e come funziona lo spieghiamo nella guida cos'è il CCNL.

Il salario giusto non è un minimo legale

L'articolo 7 introduce nell'ordinamento la nozione di salario giusto, ma non fissa un salario minimo per legge come accade in altri paesi europei. Il riferimento resta il contratto collettivo: la retribuzione deve corrispondere al trattamento economico complessivo previsto dai CCNL delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, individuati in base al settore, alla categoria produttiva, all'attività prevalente dell'azienda, alla sua dimensione e alla natura giuridica del datore.

In sede di conversione è stato aggiunto un comma che precisa cosa rientra nel trattamento economico complessivo. Ci sono tutte le voci fisse e continuative, dirette, indirette e differite, definite dai contratti nazionali, comprese le mensilità aggiuntive, le indennità fisse e le prestazioni di welfare contrattuale riconosciute alla generalità dei dipendenti. Restano fuori le voci discrezionali e variabili attribuite ai singoli lavoratori, come i premi individuali.

Se un'azienda applica un contratto diverso da quello di riferimento, la retribuzione non può comunque scendere sotto quella soglia, e chi resta al di sotto perde l'accesso agli incentivi previsti dal decreto. I criteri pratici per scegliere il contratto sono nella guida su come scegliere il CCNL da applicare.

Se manca un contratto specifico

Non tutte le attività hanno un CCNL costruito su misura. L'articolo 7 prevede che in questi casi si applichi il trattamento del contratto comparativamente più rappresentativo il cui ambito risulti più vicino all'attività effettivamente svolta, non il primo disponibile o quello con i minimi più bassi.

La contrattazione di prossimità

La legge di conversione ha introdotto un nuovo articolo 7-bis sulla contrattazione di prossimità, gli accordi aziendali o territoriali che in casi limitati possono derogare al contratto nazionale. Gli accordi vanno depositati presso il Ministero del Lavoro e nell'archivio del CNEL. Nelle imprese fino a 15 dipendenti, se l'accordo prevede condizioni peggiorative rispetto al CCNL, la firma deve avvenire presso l'Ispettorato territoriale del lavoro, e l'azienda ha tre giorni per informarne i lavoratori.

Il codice CNEL obbligatorio in busta paga

L'articolo 11 impone di indicare il codice alfanumerico unico assegnato dal CNEL al contratto applicato, sia nel prospetto paga sia nella lettera di assunzione. L'obbligo decorre dal 1° maggio 2026. Come si presenta il codice, dove cercarlo e come distinguerlo dal codice contratto INPS lo spieghiamo nella guida al codice CCNL in busta paga.

L'aumento automatico per i contratti scaduti

L'articolo 10 riguarda i CCNL rimasti senza rinnovo. Se un contratto nazionale resta scaduto oltre nove mesi, le retribuzioni vanno adeguate a titolo di anticipazione forfettaria in misura pari al 50% della variazione dell'IPCA-NEI, l'indice europeo dei prezzi al consumo calcolato senza i prodotti energetici importati. La conversione ha reso la norma più stringente: il testo originario fissava la soglia a dodici mesi e la quota al 30%. Trattandosi di un anticipo, quando arriva il rinnovo gli aumenti concordati lo assorbono. Per i contratti già scaduti prima del decreto il meccanismo parte dal 1° gennaio 2027. Gli ultimi accordi di rinnovo depositati sono nella pagina dei rinnovi CCNL.

Monitoraggio e contrasto al dumping contrattuale

Gli articoli 8 e 9 affidano al CNEL un ruolo più ampio di quello che aveva finora. L'ente elabora un rapporto nazionale sulle retribuzioni e gestisce un nuovo archivio per i contratti aziendali e territoriali depositati presso il Ministero del Lavoro, mentre un sistema di monitoraggio che coinvolge anche INPS, Istat, INAPP e Ispettorato nazionale del lavoro incrocia i dati per individuare i casi di dumping contrattuale e retributivo. È il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata, accordi firmati da sigle poco rappresentative che permettono di pagare meno del contratto principale del settore.

Domande frequenti

Cos'è il decreto Primo Maggio?

È il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, entrato in vigore il 1° maggio 2026 e convertito con modifiche dalla legge 112 del 25 giugno 2026. Introduce il principio del salario giusto legato ai contratti collettivi, l'obbligo del codice CNEL in busta paga e un aumento automatico per i CCNL scaduti da oltre nove mesi.

Il salario giusto è lo stesso del salario minimo legale?

No. Il decreto non fissa un importo minimo per legge, ma stabilisce che lo stipendio non può scendere sotto il trattamento economico complessivo previsto dal contratto collettivo comparativamente più rappresentativo per quel settore e quell'attività.

Quando scatta l'aumento automatico per i contratti scaduti?

Quando un CCNL resta senza rinnovo per oltre nove mesi dalla scadenza: le retribuzioni aumentano di una quota pari al 50% della variazione dell'IPCA-NEI, come anticipo sugli aumenti del rinnovo. Per i contratti già scaduti prima del decreto il meccanismo si applica dal 1° gennaio 2027.

Chi ha scritto questa guida

Giornalista

Giornalista, cura ContrattiCCNL.it. Scrive di lavoro dipendente, contratti collettivi e busta paga partendo dai testi depositati al CNEL e dalle norme in Gazzetta Ufficiale.

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Testo verificato il 26 settembre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un consulente del lavoro, di un sindacato o di un patronato sul singolo caso. Hai trovato un errore o un dato non più aggiornato? Segnalacelo.

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