Paga oraria CCNL e divisore: come si calcola

Lo stipendio del contratto collettivo è mensile. Per ricavare la paga di un'ora o di un giorno serve il divisore, che ogni CCNL fissa a modo suo.

di · Giornalista

Pubblicata il 5 min di lettura

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Scritta a partire da norme e documenti ufficiali, elencati nelle fonti in fondo alla pagina.

I contratti collettivi fissano quasi sempre la retribuzione su base mensile. La paga oraria serve però in molti casi: per calcolare gli straordinari, le ore di permesso, le assenze non retribuite, lo stipendio di un part time o le ultime giornate di un rapporto che finisce a metà mese. Per passare dalla cifra mensile a quella oraria ogni CCNL indica un numero, il divisore, per cui dividere la retribuzione. Uno dei più usati è 173, ma il commercio usa 168, i pubblici esercizi 172 e altri contratti numeri ancora diversi.

In breve

  • Paga oraria = retribuzione mensile ÷ divisore orario del contratto.
  • I divisori più comuni sono 173 e 168, ma ogni CCNL ha il suo.
  • Il 26 in busta paga è il divisore giornaliero: i giorni convenzionali di un mese.
  • La paga oraria che si ottiene dalle tabelle è lorda e riguarda il solo minimo del contratto.

Come si fa il calcolo

La formula è una sola: si prende la retribuzione mensile e la si divide per il divisore indicato dal contratto. Cosa si mette al numeratore dipende dall'uso. Per la normale retribuzione si parte dal minimo tabellare del proprio livello, con contingenza, EDR e scatti di anzianità se previsti; per la retribuzione di fatto, usata per esempio in alcuni straordinari, si aggiungono anche superminimi e altre voci fisse.

Commercio, IV livello

Minimo mensile complessivo (da novembre 2025)   1.781,68 euro
Divisore orario                                  168
Paga oraria lorda                                10,61 euro
Paga giornaliera lorda (divisore 26)             68,53 euro

Il numero 173 viene da un calcolo semplice: 40 ore settimanali per 52 settimane, diviso 12 mesi, fa 173,33. Altri contratti usano divisori convenzionali più bassi, come 168, che rendono la quota oraria un po' più alta a parità di stipendio mensile.

I divisori dei principali contratti

CCNL Divisore orario Esempio di paga oraria lorda
Commercio 168 (40 ore), 182 (42 ore), 195 (45 ore) IV livello: 10,61 euro
Metalmeccanici industria 173 C3: 12,78 euro
Pulizia e multiservizi 173 livello 2: 8,17 euro
Logistica e trasporto merci 168 4° livello: 11,01 euro
Pubblici esercizi 172 (40 ore), 190 (44 ore)
Energia e petrolio 174,5, sulla retribuzione globale mensile
Tessile 173 (156 con turni di 6 ore per 6 giorni)
Assicurazioni un dodicesimo della retribuzione annua diviso 160 (37 ore) o 162 (37 ore e 30)
Somministrazione orario settimanale × 52 ÷ 12; per le singole quote si usano i divisori del contratto dell'azienda utilizzatrice

Gli esempi sono calcolati sui minimi mensili complessivi delle nostre tabelle retributive, alla decorrenza più recente di ciascun contratto: commercio novembre 2025, metalmeccanici giugno 2026, multiservizi ottobre 2026, logistica gennaio 2026, con l'elemento professionale d'area sommato al minimo. Non comprendono scatti, superminimi e altre voci individuali. I divisori vengono dai testi dei contratti depositati al CNEL; per il commercio e il multiservizi, i cui testi depositati sono scansioni, dalle ricostruzioni di Lexplain sul commercio e sul multiservizi, art. 93.

Il 26 in busta paga

Molti contratti indicano anche un divisore giornaliero, di solito 26: il numero convenzionale di giornate lavorative in un mese, con la settimana di sei giorni. Lo usa il commercio; il multiservizi usa 26 con la settimana di sei giorni e 22 con quella di cinque. La paga giornaliera si ottiene dividendo la retribuzione mensile per 26. Serve per calcolare le assenze a giornata, i ratei di chi entra o esce a metà mese e alcune indennità. Quando in busta paga compare una dicitura come "gg 26" si riferisce a questo.

Alcuni contratti usano invece divisori mobili, che cambiano da mese a mese in base ai giorni lavorabili effettivi. Il tessile, per esempio, pubblica in allegato una tabella con un divisore per ogni mese, da usare per le ore non lavorate.

Part time e straordinari

Nel part time la paga oraria è la stessa del tempo pieno e lo stipendio mensile si ottiene riproporzionando il minimo in base alla percentuale di orario: con 20 ore su 40, la metà. Gli straordinari si pagano con la quota oraria aumentata della maggiorazione prevista dal contratto, che cambia per il lavoro diurno, notturno o festivo: le percentuali dei principali CCNL sono nella guida sulle maggiorazioni.

La paga oraria dipende dal livello: come si legge e cosa comporta lo spieghiamo nella guida sul livello di inquadramento. Per una stima del netto partendo dal contratto e dal livello c'è il nostro calcolatore dello stipendio netto. Chi lavora con il contratto multiservizi trova il calcolo con gli importi aggiornati nella pagina sulla paga oraria del multiservizi.

Domande frequenti

Cosa significa 26 nel CCNL?

È il divisore giornaliero: il numero convenzionale di giornate in un mese. Dividendo la retribuzione mensile per 26 si ottiene la paga di una giornata, usata per assenze, ratei e alcune indennità.

Perché il divisore è 173?

Perché 40 ore settimanali per 52 settimane, diviso 12 mesi, fanno circa 173 ore al mese. Alcuni contratti usano divisori convenzionali diversi, come 168 nel commercio o 172 nei pubblici esercizi.

La paga oraria del CCNL è lorda?

Sì. Dividendo il minimo mensile delle tabelle per il divisore si ottiene una paga oraria lorda, da cui vanno tolti contributi e imposte.

Come si calcola la paga oraria di un part time?

È uguale a quella del tempo pieno dello stesso livello. Lo stipendio mensile del part time si ottiene riproporzionando il minimo in base alla percentuale di orario.

Fonti e riferimenti

Chi ha scritto questa guida

Giornalista

Giornalista e owner di ContrattiCCNL.it. Dal 2020 aiuto i lavoratori a orientarsi nel mondo dei contratti collettivi, tenersi aggiornati e conoscere la loro retribuzione.

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Testo verificato il 15 ottobre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un consulente del lavoro, di un sindacato o di un patronato sul singolo caso. Hai trovato un errore o un dato non più aggiornato? Segnalacelo.

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